giovedì 10 ottobre 2013

Lettera di Benedetto XVI sul compito urgente dell’educazione

Ecco alcuni tra i passaggi più interessanti della lettera sull’educazione che Benedetto XVI ha scritto nel gennaio del 2008 alla città di Roma. Una miniera di spunti per chi si occupa di educazione.
http://www.lasfidaeducativa.it/lettera-di-benedetto-xvi-sul-compito-urgente-delleducazione/



Educare non è mai stato facile
e oggi sembra diventare sempre più difficile. Lo sanno bene i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti e tutti coloro che hanno dirette responsabilità educative. Si parla perciò di una grande “emergenza educativa”, confermata dagli insuccessi a cui troppo spesso vanno incontro i nostri sforzi per formare persone solide, capaci di collaborare con gli altri e di dare un senso alla propria vita. Viene spontaneo, allora, incolpare le nuove generazioni, come se i bambini che nascono oggi fossero diversi da quelli che nascevano nel passato. Si parla inoltre di una “frattura fra le generazioni”, che certamente esiste e pesa, ma che è l’effetto, piuttosto che la causa, della mancata trasmissione di certezze e di valori.



Dobbiamo dunque dare la colpa agli adulti di oggi
che non sarebbero più capaci di educare? E’ forte certamente, sia tra i genitori che tra gli insegnanti e in genere tra gli educatori, la tentazione di rinunciare, e ancor prima il rischio di non comprendere nemmeno quale sia il loro ruolo, o meglio la missione ad essi affidata. In realtà, sono in questione non soltanto le responsabilità personali degli adulti o dei giovani, che pur esistono e non devono essere nascoste, ma anche un’atmosfera diffusa, una mentalità e una forma di cultura che portano a dubitare del valore della persona umana, del significato stesso della verità e del bene, in ultima analisi della bontà della vita. Diventa difficile, allora, trasmettere da una generazione all'altra qualcosa di valido e di certo, regole di comportamento, obiettivi credibili intorno ai quali costruire la propria vita.




L’educazione non può dunque fare a meno di quell’autorevolezza
che rende credibile l’esercizio dell’autorità. Essa è frutto di esperienza e competenza, ma si acquista soprattutto con la coerenza della propria vita e con il coinvolgimento personale, espressione dell’amore vero. L’educatore è quindi un testimone della verità e del bene: certo, anch’egli è fragile e può mancare, ma cercherà sempre di nuovo di mettersi in sintonia con la sua missione.




La lettera completa può essere letta al seguente indirizzo:

giovedì 3 ottobre 2013

I SALESIANI DI CAGLIARI COMPIONO 100 ANNI

Dall'11 al 15 ottobre l'urna con la reliquia di San Giovanni Bosco sarà in Sardegna. 



Questo il programma della due giorni cagliaritana per i cent'anni dei Salesiani di Cagliari:

Venerdì 11 ottobre 
ore 16,00 processione dalla piazza del cimitero di Bonaria alla Basilica di Bonaria e preghiera comunitaria. 
ore 18,00 Santa Messa presieduta dall’arcivescovo di Cagliari Mons. Arrigo Miglio. 
ore 19,30 processione lungo via Dante fino a S. Paolo guidata da Mons. Mauro Morfino, vescovo di Alghero Bosa. 
ore 21,30 S. Messa nella Parrocchia di S. Paolo presieduta da Mons. Mauro Morfino.



Sabato 12 ottobre
ore 8,30, S.Messa nella Parrocchia di S. Giovanni Bosco di Selargius 
ore 11,00 S. Messa nell'Istituto don Bosco (Viale Sant’Ignazio) presieduta da don Fabio Attard, Consigliere Mondiale per la Pastorale Giovanile.

venerdì 13 settembre 2013

VISITA PASTORALE DI PAPA FRANCESCO A CAGLIARI

   

PROGRAMMA DI DOMENICA 22 SETTEMBRE 2013

07.30 Partenza in aereo dall’aeroporto di Roma Ciampino.
08.15 Arrivo all’aeroporto "Mario Mameli" di Cagliari Elmas.
08.45 INCONTRO CON IL MONDO DEL LAVORO in Largo Carlo Felice di Cagliari. Discorso del                 Santo Padre.
09.45 Saluto delle Autorità nel Piazzale antistante il Santuario di Nostra     Signora di Bonaria di Cagliari.
       Saluto dei malati nella Basilica di Nostra Signora di Bonaria di Cagliari.
10.30 SANTA MESSA nel Piazzale antistante il Santuario di Nostra Signora di Bonaria di Cagliari.                       Omelia del Santo Padre.
       ANGELUS DOMINI. Parole del Santo Padre.
13.00 Pranzo con i Vescovi della Sardegna nel Pontificio Seminario Regionale di Cagliari.
15.00 INCONTRO CON I POVERI E I DETENUTI nella Cattedrale di Cagliari. Discorso del Santo                   Padre.
16.00 INCONTRO CON IL MONDO DELLA CULTURA nell’Aula Magna della Pontificia Facoltà                   Teologica della Sardegna a Cagliari. Discorso del Santo Padre.
17.00 INCONTRO CON I GIOVANI al termine dell’evento "Getta le tue reti" in Largo Carlo Felice di                 Cagliari. Discorso del Santo Padre.
18.30 Partenza in aereo dall’aeroporto "Mario Mameli" di Cagliari Elmas per l’aeroporto di Roma                         Ciampino.
19.30 Arrivo in Vaticano.

http://attualita.vatican.va/sala-stampa/bollettino/2013/09/11/news/31658.html

https://www.facebook.com/ilpapainsardegna?fref=ts

giovedì 5 settembre 2013

LA FORZA DELLA PREGHIERA UNIVERSALE

SABATO 7 SETTEMBRE DALLE ORE 21 NEL SAGRATO DELLA BASILICA DI BONARIA

Per accogliere l’invito del Santo Padre e per unirci alla preghiera che Lui presiederà sabato 7 sera in Piazza San Pietro, ci ritroveremo anche noi in quella stessa sera a partire dalle ore 21.00 davanti alla Basilica di Bonaria, proprio là dove Papa Francesco celebrerà il Sacrificio eucaristico domenica 22 settembre.



Viviamo tutti con sofferenza e preoccupazione le tante situazioni di conflitto che sono in atto in molti luoghi, in particolare la grave situazione che si sta sviluppando in Siria.
Accogliamo con slancio il forte appello per la pace che Papa Francesco ha rivolto a tutti durante la preghiera dell’Angelus di domenica scorsa: alla Chiesa, ai cristiani non cattolici, agli appartenenti ad altre religioni, a tutte le Chiese particolari, a coloro che non credono, agli uomini di buona volontà.
«Vogliamo un mondo di pace, vogliamo essere uomini e donne di pace».
Come parte viva della Chiesa, invitiamo tutti i capi e le capo e i ragazzi delle nostre unità a vivere il 7 settembre prossimo una giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero, così come ci esorta il Papa.

Marilina Laforgia e Matteo Spanò - Presidenti del Comitato nazionale AGESCI
Padre Alessandro Salucci o.p. - Assistente ecclesiastico generale
Rosanna Birollo e Giuseppe Finocchietti - Capo Guida e Capo Scout



Il più grande atto profetico che papa Francesco ha compiuto fino a oggi. Così, Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose, interpreta la decisione del Pontefice di indire una giornata universale di preghiera e di digiuno per la Siria, sabato 7 settembre.
  • La preghiera per noi cristiani è una forza politica nella storia. Rappresenta il nostro grido a Dio affinché intervenga sulle azioni degli uomini. Ma allo stesso tempo è anche un'assunzione di responsabilità da parte degli uomini. Noi, infatti, definiamo la preghiera intercessione: quando preghiamo intercediamo, ovvero facciamo un passo avanti, un gesto concreto e attivo laddove c'è la guerra, la sofferenza, la divisione, l'odio. 
  • La pratica del digiuno rappresenta la presa di coscienza che il nostro corpo non ha bisogno solo di cibo. Significa imprimere nella nostra carne in modo chiaro che l'uomo non vive solo di pane, ma anche di pace, amore, fratellanza, bene comune. Il pane e il benessere non sono sufficienti. Il digiuno ci fortifica e ci disciplina attraverso il dominio della fame. Vissuto come un gesto collettivo, diventa un atto di responsabilità di tutta la comunità. Il digiuno, come la preghiera, è presente in tutte le religioni, dall'islam all'ebraismo. Nel richiamo del Pontefice acquista un valore universale: papa Francesco ha infatti invitato alla giornata di preghiera e digiuno tutti gli uomini di tutte le fedi, anche i non credenti. Ha reso un servizio all'umanità intera. E anche i non credenti hanno risposto al suo invito.

mercoledì 21 agosto 2013

EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO

"A cinquanta anni dall'inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II, vogliamo raccoglierne lo Spirito: riscoprire la più profonda e autentica tradizione cristiana e trovare le forme più capaci di comunicare questa tradizione agli uomini e alle donne di oggi".



Con la Chiesa Italiana vogliamo raccontare “La Vita Buona del Vangelo”,
per lasciare che lo Spirito susciti uomini e donne nuovi, capaci di una parlata nuova che sappia narrare con credibilità il Vangelo di Gesù Cristo, 
iniziare alla vita cristiana, far crescere nella fede, rispondere alla domanda che interroga noi, come i discepoli stessi di Gesù: “Ma voi che dite che io sia ?”


VERSO IL CONVEGNO FEDE 2013

Per questo l’AGESCI ha deciso di impegnarsi in un "Convegno Fede" che vedrà presente i capi dell'Associazione in tre diverse città italiane, al Nord (Trento), al Centro (Loreto), al Sud (Catania), nei giorni 15, 16 e 17 novembre 2013, 
riuniti sotto il motto evangelico: "Ma voi chi dite che io sia? (Lc 9,20).”


Per prepararci a questo evento il Gruppo sulle Tracce dell'AGESCI ha preparato un sussidio allo scopo di sviluppare una riflessione su alcuni dei principali argomenti delineati dagli "Orientamenti Pastorali della CEI per il 2010 - 2020", che toccano da vicino 
la nostra sensibilità di educatori.

Di seguito l'indice degli argomenti contenuti nel sussidio che saranno di utile supporto per la riflessione personale dei singoli Capi e delle Comunità Capi.



Pensiamo però che lo stesso sussidio possa essere utile anche a tutti i genitori, "Primi Educatori" dei figli. Trovate in calce il link che vi permetterà di accedere allo stesso ed approfondire gli argomenti in parola.






martedì 6 agosto 2013

CAMPO ESTIVO 2013 "CAGLIARI 4" - "ELMAS 1"


IL CAMPO ESTIVO

Il Campo Estivo, momento privilegiato della squadriglia e della vita di tutto il reparto, risponde alle esigenze dei ragazzi che chiedono autonomia, avventura, condivisione; risponde inoltre all’offerta di momenti educativi anche per quanto riguarda bisogni meno espressi. Il campo è un banco di prova per i ragazzi per quanto riguarda:
• le capacità tecniche maturate;
• i rapporti vissuti;
• l’autonomia raggiunta dalle squadriglie;
• la gestione delle attività;
• lo spirito di adattamento all’ambiente circostante. 

Il reparto vive questo momento curando che le attività e le tradizioni siano vissute con serietà, essenzialità, divertimento, nello stile di impresa che caratterizza tutta la durata del campo.





IL TERRENO DEL CAMPO ESTIVO


VITA COMUNITARIA
La comunità è un bisogno del ragazzo e della ragazza; essa li aiuta a vivere e sperimentare l’autonomia, ad acquisire la capacità di animare gli altri ed è occasione di costante confronto.
La proposta offerta agli esploratori e alle guide è rivolta quindi a tutto ciò che li aiuta, giocando, ad osservare, scegliere, sperimentare, verificare.
La squadriglia, in particolare, e il reparto sono i luoghi privilegiati per l’esperienza comunitaria offerta ad esploratori e guide.



EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA
I ragazzi e le ragazze in età di reparto sono caratterizzati da uno spiccato bisogno di autonomia e indipendenza da tutto ciò che è “istituzione”.
Inizia in questa fase il cammino che li aiuterà a scoprire e sperimentare l’appartenenza ad una comunità sociale che supera i confini del proprio nucleo familiare e della propria realtà. Comincia a svilupparsi la coscienza dei principi che regolano la vita sociale, per divenire soggetto capace di assumersi la responsabilità del proprio agire: ciascuno, secondo le proprie possibilità, è chiamato a fare la sua parte per il bene di questa comunità.


EDUCAZIONE AMBIENTALE
La natura è l’ambiente privilegiato in cui far vivere il maggior numero di attività ai ragazzi e alle ragazze del reparto, in cui sperimentare lo spirito di avventura, la curiosità dell’esplorazione e il gusto della sfida. Aver colto la natura come creato e quindi come dono gratuito di Dio educa alla consapevolezza di esservi inseriti non come padroni, ma come ospiti che devono rispettare e custodirne i ritmi e la storia, coscienti di esserne corresponsabili con le generazioni passate e future.



IL GIOCO
Lo spirito del gioco avventuroso pervade tutta la vita del reparto, coinvolgendo ragazzi, ragazze e capi, così da finalizzare ogni attività a uno scopo appassionante, educando al senso della gratuità inteso come operosità gioiosa e disinteressata. È lo stile con il quale vengono affrontate anche le difficoltà.




EDUCAZIONE ALLA FEDE
L’annuncio del Vangelo anima e sostiene l’intera proposta educativa dell’Agesci. Le attività dell’unità, il clima in essa creato, lo stile e l’atteggiamento dei capi costituiscono un luogo privilegiato per l’incontro personale con Dio e per il cammino di fede del ragazzo e della ragazza.


ABILITÀ MANUALE

L’acquisizione e l’esercizio della manualità è un elemento essenziale nel percorso educativo degli esploratori e delle guide. Fare le cose con le proprie mani sviluppa l’abitudine all’autonomia, educa alla valorizzazione di ciò che si possiede, stimola la creatività sia nelle progettazioni che nelle realizzazioni concrete.


AMBIENTE ACQUA
“Ogni ragazzo ha il desiderio, in un momento o nell’altro durante la sua adolescenza, di evadere sul mare. Ebbene, noi gli diamo i mezzi per diventare un navigatore e un avventuriero, sia pure in scala ridotta, e quindi egli acquista, grazie al suo entusiasmo, molte virtù sul piano fisico, mentale e morale (B.-P.).

Questo ed altro ancora hanno vissuto i 36 componenti delle "Ciurme del  Capitano Jack Sparrow" e i 10 componenti dello staff in questi nove giorni di campo!